Calendario Abbatti le Barriere – eventi 2026

GENNAIO

Martedì 27
Manifestazione CFU – Caregiver Famigliari Uniti a Roma

Sabato 31
Supporto e partecipazione al corteo per lo spazio Askatasuna a Torino dalle ore 14:30 – Porta Nuova


FEBBRAIO

Dal 5 al 7
“Utopiadi” con C.I.O.2026 – Milano
In particolar modo, sabato 6 febbraio è richiesto l’aiuto per l’organizzazione della zona di scarico sensoriale / di cura durante il corteo (attivarsi con il DPM).

Mercoledì 18
Invito alla partecipazione della coogestione scolastica dalle 10 alle 12 a Pioltello in una scuola superiore Macchiavelli con alunni di terza, quarta e quinta superiore (ragioneria) dalle ore 10 alle ore 12.

Sabato 28
Lancio campagna Abbatti le Barriere 2026 – “a 40 anni dai PEBA”

Contenuti scritti:

  • appello/lettera pubblica per comitato nazionale e adesioni dai territori
  • documento esplic02-immagineDefaultativo tecnico su norma PEBA e affini con censimento per Regione e Comuni – La3ncio TIMER con il conto alla rovescia di 1 anno sul portale web di Abbatti le Barriere.
  • Preparare il video-messaggio della lettera letta/appello in più persone e le barriere architettoniche da raccogliere nella nostra rete per il video. Es: video della Francesca con la Ministra sui PEBA a Como, video Andrey, video Associazione Dis-education con Marco e Tony.
  • Video brevi virali “le olimpiadi delle barriere” da montarne uno piú lungo con i “campioni” dalle diverse località da nord a sud
  • Coincide con la ricorrenza della giornata mondiale delle malattie rare. Cogliere eventualmente l’occasione per partecipare ai convegni/iniziative organizzate sui territori sul tema e ricordare che per superare le malattie rare, bisogna superare anche le barriere architettoniche.

MARZO

Domenica 8
Giornata internazionale delle Donne – Partecipazione attiva ai cortei NUDM Milano per creare l’aria di scarico sensoriale/cura durante il corteo principale. Sviluppo attività su altri territori per la data.

Nel periodo intorno al 16 marzo (data da confermare)
DAX vive nelle lotte – Milano. Disabili Pirata


APRILE

Venerdì 17
Tetra Inc Roma con la Fondazione Tetrabondi presso Acrobax via vasca navale 6 organizzato da Valentina Perniciaro.
Partecipare con il banchetto di Abbatti le Barriere

Dal 22 al 24
EXPO sanità a Bologna

Sabato 25
Festa della Resistenza!


MAGGIO

Martedì 1
Street Parade a Milano con Smash Reppression
Organizzare un carro inclusivo con artisti e dj sul tema della disabilità e lavoro.

Sabato 16
Festa Abbatti Le Barriere del Suono vol. 10 in Cascina Torchiera a Milano (Nord) in piazzale del cimitero maggiore n18 – Venerdì e sabato: 2 giorni con tavoli di discussione, approfondimenti sulle tematiche propedeutiche al percorso del Disability Pride Milano 2026 e festa musicale fino a tardi.

Caregiver. Fine campagna social media con gli hashtag (WORKINPROG.)

Dal 22 al 24
“Giro di due mari con Marzia” – Sicilia con Giacomo Sicurello e Salvo Campanella

Sabato 23
“Ognuno a Modo Suo ” – Tetrabondi evento al Parco (inclusivo) Shuster a Roma (vicino ad Acrobax)
Partecipare con un banchetto di Abbatti le Barriere

Giovedì 28
SMS Laboratorio cartellonistica + giovedì di SMS con musica, mercatino e cena sociale.

Sabato 30
Disability Pride Milano 2026 – Corteo principale con la festa in Piazza del Cannone presso Parco Sempione di Milano.

PROPOSTA organizzare una CriticalMass Scarrozzata protesta con le handbike, motorelli, biciclette, pattini, etc.. Per le vie di Milano con un presidio sotto agli uffici dell’Amminitratore Delegato di Trenord in stazione Cairoli,in un periodo o prima o dopo il DPM.


GIUGNO (mese del Pride a Milano)

Lunedì 1
Lunedì in Cascina Torchiera propedeutico al DPM

Dal 25 al 27
EXPOAID del Governo a Rimini, con presenza del Ministro della Disabilità Alessandra Locatelli, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, e tanti altri. Seguire e partecipare.


LUGLIO (Disability Pride Month)

Ultimo weekend di luglio – Festival Alta Felicità decima edizione – progetto Alta Accessibilità – Venaus (TO). Più campeggio libero internazionale dei Disabili Pirata x 3 o 4 giorni con la partecipazione alle iniziative ed eventi.


SETTEMBRE

Metà settembre – Sotto Gamba Games in Toscana a San Vincenzo con Alex Ferretti l’organizzatore. (da sentire e organizzare un incontro almeno prima di approvare nel calendario)

Evento “Attraversata dei DUE mari” in Sicilia con Giacomo Sicurello. Tappe Palermo – Filaga con pernottamento e il giorno dopo una scarrozzata in handbikes e motorelli verso la città di Agrigento. Infine tappa finale a Siculiana per il campeggio pirata inclusivo e accessibile.

Da domenica 13 a domenica 20
Festival delle Abilità 2026 a Milano – con Roberta Fondazione Mantovani Castorina

Mercoledì 23
Giornata Internazionale delle Lingue dei Segni.


OTTOBRE
Inizio ottobre Disability Pride Taranto / Disability Pride Puglia

Domenica 4
FIABA DAY a Roma in occasone della giornata nazionale per l’abbattimento delle barriere architettoniche.

Disability & BioDiversity Pride Agrigento con Giacomo Sicurello


DICEMBRE

Giovedì 3
Giornata internazionale delle persone con Disabilità.

Venerdì 25
Natale Anticlericale in Cascina Torchiera


Le date con le ricorrenze sui temi attinenti alla disabilità durante l’anno:

4 gennaio
100 anni di BRAIL – disabilità sensoriale

1 febbraio
Giornata Nazionale delle Vittime Civili delle guerre

5 febbraio
Giornata Mondiale contro il Cancro

9 febbraio
Giornata nazionale degli stati vegetativi

28 febbraio
Giornata Mondiale delle malattie rare

21 marzo
giornata mondiale della sindrome di Down

2 aprile
Giornata mondiale per la consapevolezza sull’autismo (WAAD)

5 maggio
Giornata Europea della Vita Indipendente

10 maggio
evento (da costruire) Giornata Internazione della Mamma (Caregiver)

12 maggio
Giornata mondiale dell’infermiere

25 maggio
Giornata mondiale dei bambini scomparsi

30 maggio
Giornata mondiale della sclerosi multipla

27 settembre
Giornata mondiale delle persone sorde

4 ottobre
FIABA DAY

10 ottobre
Giornata mondiale della salute mentale

5 ottobre
Giornata internazionale del bastone bianco

16 ottobre
Giornata nazionale dei cani guida per le persone con disabilità sensoriale.

13 Novembre
Giornata Mondiale della Gentilezza (spesso legata a tematiche di inclusione)

3 Dicembre
Giornata internazionale delle persone con Disabilità.

13 Dicembre
Giornata Nazionale delle persone cieche ed ipovedenti


Proposta lettera appello bozza scritta da Giacomo:

Campagna PEBA 2026

40 anni di barriere fa …

Il 28 febbraio saranno 40 anni dall’approvazione della legge n.41/1986, che introdusse i P.E.B.A. – Piani di Eliminazione Barriere Architettoniche – e il 25 marzo, 40 anni dall’entrata in vigore in gazzetta ufficiale, prevedendo di adottare i piani entro un anno. Pena? I Comuni inadempienti Commissariati ad Acta da parte delle Regioni. In 40 anni ciò è accaduto in casi più unici che rari di piccoli borghi condannati o che hanno attuato i PEBA durante commissariamenti per altre ragioni criminali. Mentre a fine 2025 il TAR ha confermato che è Catania, il primo capoluogo e città metropolitana ad essere commissariata, aprendo la strada a simili azioni in tutta la Sicilia e in tutto il Paese, come apre la strada alle possibilità e alle incognite su di una prassi purtroppo inedita, per un percorso partecipativo di design for all (progettazione per tutt3) attraverso il coinvolgimento in co-progettazione degli stakeholder che siano disabili, assistenti e operatori professionali.

Facciamo finta che 40 anni non siano passati e di fatto in molti luoghi proprio non sembrano passati. Facciamo finta che per questa volta sia il Popolo a fare un “condono” alle proprie istituzioni, seppure 40 anni di legge disattesa in toto o in parte pressoché ovunque, sono un condono de facto. Già, ma a patto che: da ora in poi sia priorità massima di Ogni Amministrazione il reale abbattimento di barriere architettoniche, culturali e di ogni fattispecie non solo con le promesse, non solo con i PEBA, ma con ogni strumento politico ed economico possibile, intervenendo in modo diretto e tempestivo, per esempio attraverso la legge sull’edilizia libera che, dal 2018, inserisce l’abbattimento barriere tra le opere per cui non è necessaria alcuna autorizzazione/SCIA, ma solo una formale comunicazione ( va fatta invece in caso di ascensori, montascale). Oltre i privati, il Comune stesso, può e deve, ancor più intervenire, senza attendere per poter abbattere una barriera, che l’intero piano cittadino sia redatto.
Ci vuole più a dirlo che a farlo. Almeno ciò vale per la maggior parte della barriere architettoniche! L’impegno è fondamentale sia preso in carico anche dagli Uffici Tecnici dei Comuni, per mantenere la continuità delle opere e dei fondi destinati tra il susseguirsi delle giunte, che solitamente sono tanto vicine al tema con l’approssimarsi delle elezioni, quanto lontane dopo il voto con istanze che non risultano più tanto urgenti ed importanti.

Per chi pensasse sia fuori tema e anacronistico parlare di barriere, non lo è piú della siepe nella poesia di Leopardi. Oltre quel gradino, oltre l’ostacolo, oltre l’incomprensione e l’incomprensibilità delle barriere, c’è quell’infinito mondo di possibilità precluse a chi la barriera la subisce: la libertà di viaggiare, l’istruzione, il lavoro, la socialità, l’indipendenza, gli affetti, la natura, le cure, la campagna, la città, i luoghi dell’arte, della cultura, del turismo, dello svago … e si potrebbe continuare, appunto, all’infinito.

La barriera è l’emblema della banalità del male dell’esclusione abilista e menefreghista italiana. La disabilità, sappiamo, sia effetto diretto dell’ambiente circostante, dunque ogni barriera è disabilità!

40 anni dopo, non è anacronistico lottare per le barriere, perché finchè non saranno tutte abbattute, non ne sentiranno l’impatto “solo” le 13 milioni di persone con disabilità, di cui circa 3 milioni gravi, ma ne risentiranno anche le altre variegate lotte dei mondi delle Disabilità: le battaglie per la Vita Indipendente, per la Sanità Pubblica, per la Ricerca, per i diritti di chi assiste e cura come Caregiver, per un Welfare solidale etico e internazionale, in contrasto al Warfare predatorio attuale.

Ogni barriera farebbe risultare anacronistiche pure tali lotte, rispetto alla realtà nuda e cruda dei fatti, delle reali barriere quotidiane, le barriere in uno Stato che pare voglia essere al passo coi tempi su tutto, quindi perché mai non sull’accessibilità e i servizi per l’inclusione!?! L’appello è perciò rivolto anche alla ministra per le Disabilità, Alessandra Locatelli ed al Governo, al Parlamento (agli organi giudiziari ci si appellerá tra un anno se non vi sono riscontri). Appello a prendersi pieno carico del coordinamento per il reperimento di risorse e competenze; attivando il Garante nazionale, di concerto con enti e garanti locali, con le associazioni e i soggetti proattivi nei territori, affinché i PEBA comunali, siano piani complementari ai piani di trasporto pubblico ed ai servizi lungo i percorsi intercomunali/nazionali

Basta un singola rampa malconcia, un ascensore non funzionante, un percorso pedotattile loges incompleto, un pannello in braille arrugginito, un annuncio non tradotto in LIS, una mancata attenzione a una individualità introversa. Basta una sola barriera per non accedere a ciò che ci spetta di diritto.

Eppure spesso, basta anche una barriera abbattuta soltanto, per aprire il varco, verso l’infinito … e oltre !!!

Aderiamo e sostieniamo la Campagna PEBA 2026 – link

P.s. Dopo 40 anni non ci saranno pen–ultimatum, né ulteriori proroghe. Giunte avvisate, mezze salvate. PEC in bozze in Cc con l’avvocato.

Versione N°2 corretta di Giacomo da parte di Andrey con l’ausilio di Chat GTP per correzione ortografica:
40 anni di barriere fa… È tempo di abbatterle davvero!
Il 28 febbraio ricorrono 40 anni dall’approvazione della Legge n. 41/1986, che introdusse i P.E.B.A. – Piani per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche. Il 25 marzo saranno 40 anni dalla sua entrata in vigore in Gazzetta Ufficiale.
La legge prevedeva l’adozione dei Piani entro un anno. In caso di inadempienza? Il commissariamento ad acta dei Comuni da parte delle Regioni.
In quarant’anni ciò è avvenuto raramente, quasi esclusivamente in piccoli borghi o in Comuni già commissariati per altre ragioni. Eppure, a fine 2025, il TAR ha confermato il commissariamento di Catania, primo capoluogo e città metropolitana a subire questo provvedimento per la mancata adozione del PEBA. Una decisione che apre la strada ad azioni analoghe in Sicilia e nel resto del Paese, inaugurando una prassi finora inedita e ponendo nuove possibilità — ma anche nuove responsabilità — per un percorso partecipativo di design for all, attraverso la co-progettazione con persone con disabilità, caregiver, tecnici e stakeholder.
Facciamo finta, per un momento, che questi quarant’anni non siano passati. In molti luoghi, di fatto, sembra proprio così.
Facciamo finta che, per questa volta, sia il Popolo a concedere un “condono” alle proprie istituzioni — benché quarant’anni di legge disattesa rappresentino già, nei fatti, un condono implicito.
Ma a una condizione:
che da ora in avanti l’abbattimento delle barriere architettoniche, culturali e sociali diventi una priorità assoluta per ogni Amministrazione.
Non solo nei programmi elettorali.
Non solo nei PEBA.
Ma con ogni strumento politico, amministrativo ed economico disponibile.
Si può intervenire subito. Ad esempio, la normativa sull’edilizia libera, dal 2018, include tra le opere realizzabili con semplice comunicazione l’abbattimento delle barriere architettoniche (fatta salva la SCIA per ascensori e montascale).
Oltre ai privati, i Comuni stessi possono e devono intervenire direttamente, senza attendere la redazione completa del Piano cittadino per rimuovere una singola barriera.
Per l’edilizia popolare è l’amministratore pubblico come la Regione che dovrebbe intervenire per l’abbattimento delle barriere architettoniche presenti nelle abitazioni per le persone con fragilità e disabilità.
Ci vuole più a dirlo che a farlo.
Almeno per la maggior parte delle barriere architettoniche.
È fondamentale che l’impegno sia assunto anche dagli Uffici Tecnici comunali, per garantire continuità alle opere e ai fondi destinati, al di là dell’alternarsi delle giunte — spesso sensibili al tema in prossimità delle elezioni e meno attente dopo il voto.
A chi pensa che parlare di barriere sia anacronistico, rispondiamo che non lo è più della siepe di Leopardi.
Oltre quel gradino, oltre quell’ostacolo, oltre l’incomprensione — c’è un infinito di possibilità negate a chi la barriera la subisce: la libertà di viaggiare, l’istruzione, il lavoro, la socialità, l’indipendenza, gli affetti, la natura, le cure, l’arte, la cultura, il turismo, lo svago. E l’elenco potrebbe continuare, appunto, all’infinito.
La barriera è l’emblema della banalità del male dell’esclusione, dell’abilismo, dell’indifferenza.
La disabilità è anche effetto dell’ambiente circostante: ogni barriera crea disabilità.
Quarant’anni dopo, non è anacronistico lottare per l’accessibilità. Finché le barriere non saranno rimosse, non ne subiranno le conseguenze soltanto gli oltre 7 milioni di caregivers, 13 milioni di persone con disabilità — di cui circa 3 milioni con disabilità grave e gravissima, di cui oltre 400 mila rinchiusi dentro le strutture come RSA e RSD — ma l’intera società.
Le battaglie per la Vita Indipendente, per la Sanità Pubblica, per la Ricerca, per i diritti dei caregiver, per un welfare solidale ed etico, restano incomplete se l’accesso fisico e culturale ai luoghi della vita è negato.
Basta una sola rampa malconcia.
Un ascensore non funzionante.
Un percorso pedotattile incompleto.
Un pannello in Braille illeggibile.
Un annuncio non tradotto in LIS.
Una mancata attenzione alle esigenze individuali.
Basta una sola barriera per negare un diritto.
Eppure, talvolta, basta anche una sola barriera abbattuta per aprire un varco verso l’infinito.
Per questo l’appello è rivolto alle Amministrazioni locali, al Governo, al Parlamento, alla Magistratura, alla Ministra per le Disabilità, dei Trasporti e delle Infrastrutture, dell’Economia agli enti territoriali e agli organi di garanzia: assumere un coordinamento concreto per il reperimento di risorse e competenze; attivare il Garante nazionale in sinergia con garanti locali, associazioni e realtà territoriali; rendere i PEBA strumenti realmente operativi e integrati con i piani del trasporto pubblico e dei servizi lungo i percorsi intercomunali e nazionali.

Non ne possiamo più di aspettare l’arrivo di “una grande opera”, un’Olimpiade o una pandemia per colmare i 40 anni di poco o nulla.
Dopo quarant’anni non ci saranno ulteriori proroghe morali.
Le istituzioni sono avvisate.
Aderiamo e sosteniamo la Campagna PEBA 2026 – [link]
Perché l’accessibilità non è una concessione.
È un diritto di tutt*