A novembre ho finalmente visitato il Teatro Arcimboldi di Milano per uno spettacolo “hip hop”. Non starò a parlare della fama internazionale di uno dei teatri più noti della città, ma voglio concentrarmi sulla serata per cui ho speso ben 50 “carte” per il biglietto, scoprendo però l’ennesima serie di barriere architettoniche e disservizi in un ambiente che punta ad essere di lusso.
Come spesso accade nella mia vita, all’ultimo minuto un amico e storico rapper italiano, ESA degli OTR, mi informa di questo evento che si teneva un mercoledì sera. Mi documento e scopro che ci saranno artisti famosi come Guè, Inoki, Tormento, Irama e altri, tutti coinvolti nel “dj set” del produttore DJ Shablo, in tour accompagnato da musicisti dal vivo. Decido di andarci e penso ironicamente che Fabano non faccia a botte con Guè. Il biglietto costa 50 euro per l’accompagnatore, mentre l’ingresso per le persone con disabilità è gratuito, cosa che trovo giusta in un luogo di pubblica cultura.
Porto con me Reju, un amico videoblogger dal Nepal che stava transitando a Milano e decido di mostrargli un ambiente diverso dai soliti posti che frequento. Ci vestiamo e si “infighettiamo” velocemente, saliamo sulla mia “Riot Car II” e partiamo.
Arrivati con un po’ di anticipo, non trovo il parcheggio per disabili libero. Dopo una corsa ci mettiamo in coda alle casse. Reju per deformazione professionale iniziava a documentare l’avventura, e io, con i miei “passi da ninja carrozzato”, riesco rapidamente a comprare i biglietti. “Lei è stato fortunato”, mi dice il cassiere, “abbiamo pochissimi posti per disabili, ma stasera c’è ancora disponibilità”. Per 50 euro in mano in cambio di un biglietto, entriamo nel teatro appena in tempo per l’inizio dello spettacolo.
Fortunatamente, non ci sono barriere architettoniche per entrare, e mi sento sollevato. Sono vestito da “rapper”, con un amico che mi filma, mentre parliamo in inglese. Al bar, le bariste mi scambiano per un “VIP”. Ma no, sono solo un umile spettatore, parte del gruppo dei “Disabili Pirata”! Purtroppo, i posti riservati per disabili sono lontani, nell’ultima fila, all’altezza della regia, e in uno spazio ricavato per 3 o 4 carrozzine. La vista dall’alto è buona, ma con la gente che si alza in piedi perché siamo in un evento “HipHop” dentro un teatro, diventa difficile vedere. I miei amici, i veri VIP, sono molto lontani verso le prime fila, ma li incontrerò solo fuori, a spettacolo finito.
Poco dopo aver postato una storia su Instagram per raccontare la mia esperienza, ricevo una risposta dalla pagina ufficiale del teatro. Cominciano con un “Carissimo”, lodando gli aspetti positivi del teatro, ma poi, con un cambiamento di tono, mi scrivono “Non capiamo il motivo della tua osservazione”. Per non polemizzare, rispondo che sono disponibile per consulenze tecniche, ma che in quel momento voglio solo godermi lo spettacolo. Tuttavia, ho percepito il cambio di tono come una provocazione.
La conferma del disservizio arriva quando vado in bagno. Il bagno per disabili non è in condizioni accettabili: mancano i maniglioni e il tasto dello scarico è rotto. Purtroppo, i responsabili del teatro sembrano avere tempo per rispondere su Instagram, ma non per sistemare i servizi igienici. È inaccettabile in un luogo di alta cultura, soprattutto dopo aver pagato 50 euro per il biglietto e 8 euro per un hot dog al bar.
Come i miei amici rapper si divertono a fare “dissing” tra di loro, io, da vero “pirata” e attivista sociale, faccio il mio “dissing” a chi ostacola me e gli altri amici e amiche con disabilità nel godersi la vita. Lo faccio oggi con questo articolo di denuncia pubblica. Invito la direzione del Teatro Arcimboldi a diventare più professionale, a sistemare i servizi igienici per disabili subito e a ripensare la disposizione dei posti, dando maggiore accessibilità e visibilità a chi ha difficoltà motorie. La bellezza della vita è la libertà di scelta, quindi, Arcimboldi, scegli di abbattere le barriere, non solo quelle architettoniche, ma anche quelle mentali. Troviamo la possibilità di far accede le persone con disabilità anche a metà della sala e in prima fila? Aumentiamo i posti per le persone con disabilità?
Se la situazione non cambia, consiglio un bel licenziamento per chi è responsabile di questi disservizi. E sarebbero gradite delle pubbliche scuse. Ovviamente resto a disposizione per eventuali consulenze con il nostro team di Abbatti le Barriere.

